Come Fipe, pensiamo ci sia bisogno di ripensare le città affinchè tornino a essere dei cittadini. Stiamo perdendo gli stili di vita legati ai bisogni delle famiglie e delle persone e, con essi, la funzione della bottega, della relazione e dei luoghi di socialità. Serve quindi una rigenerazione prima umana e poi urbana, capace di riportare le persone al centro e di ristabilire un equilibrio tra cemento, verde e bisogni della comunità.
Il commercio cambia e con lui i luoghi di socialità
Questa trasformazione riguarda anche il commercio e le funzioni delle città. Penso a Firenze, dove vivo e lavoro, e alle eccellenze che storicamente animavano i centri urbani, luoghi di scambio, incontro e vita. Oggi questo modello è profondamente messo in discussione. Le persone si muovono meno, anche per effetto dello smart working, cambiano gli stili di consumo e cambiano soprattutto le nuove generazioni e il loro rapporto con il lavoro.
Lo smart working sta cambiando le abitudini delle persone, anche in relazione agli esercizi di prossimità sul territorio
Prima erano le aziende a selezionare il personale. Oggi è sempre più il personale a selezionare le imprese, valutando




