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Sant’Elena, cosa si mangia: quattro piatti tipici e i vini da abbinare

Nel cuore del mese di agosto, il giorno 18 è dedicato a Sant’Elena Imperatrice, madre di Costantino il Grande e figura centrale della tradizione cristiana. A lei la devozione popolare attribuisce il ritrovamento della Vera Croce a Gerusalemme, episodio che nei secoli è diventato simbolo di fede, perseveranza e ricerca spirituale. La ricorrenza cade in uno dei momenti più generosi dell’anno per la tavola italiana. Gli orti sono colmi di verdure mature, i frutteti offrono gli ultimi raccolti della estivi, il mare continua a regalare pesce di grande qualità e nelle campagne si iniziano le preparazioni che accompagneranno il passaggio verso l’autunno. Più che a una specifica tradizione gastronomica comune, il 18 agosto richiama dunque il patrimonio di sapori che caratterizza questo periodo dell’anno, diverso da regione a regione ma accomunato dalla valorizzazione delle materie prime di stagione.

In Veneto i bigoli in salsa raccontano la cucina della Serenissima

In Veneto, dove il nome di Sant’Elena è profondamente legato alla storia di Venezia e dell’omonima isola lagunare, la cucina trova una delle sue espressioni più autentiche nei tradizionali bigoli in salsa, preparati con cipolle dolci e sarde sotto sale. È un piatto che racconta il rapporto secolare della Serenissima con il

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