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Sandra Hüller: «Da tedesca sento il senso di colpa per il nazismo»

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di Stefania Ulivi, inviata a Cannes

L’attrice in concorso con «Fatherland» di Pawlikowski in ci interpreta Erika Mann, la figlia del grande scrittore

Thelma e Louise sul manifesto della edizione 79 di Cannes. E due nuove eroine pronte a occupare la scena: Sandra Hüller e Renate Reinsve, lanciate e incoronate in questi anni proprio dal festival di Cannes, con film come Anatomia di una caduta, Zona d’interesse, Sentimental value, volati dalla Croisette agli Oscar. E già fioccano le scommesse su chi delle due vincerà nel 2027 la statuetta come miglior attrice: Sandra per Fatherland di Paweł Pawlikowski o Renate per Fjord di Cristian Mungiu.

Spuntata nel 2016 grazie a Toni Erdmann, Hüller, nata in Turingia nel 1978, nell’allora Germania dell’est, lunga gavetta teatrale, si è imposta nel giro di pochi anni tra le grandi interpreti europee della sua generazione, ricercata non solo dal cinema d’autore ma anche in blockbuster come L’ultima missione: Project Hail Mary al fianco di Ryan Gosling. All’attivo due Orsi d’argento, due Efa, un César e, per ora, una nomination agli Oscar. Alejandro González Iñárritu l’ha voluta al fianco di Tom Cruise per l’attesissimo Digger.

Pawlikowski le ha affidato il ruolo, complesso,

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