di Luigi Ferini Strambi
I linfociti T delle persone che dormono almeno 8 ore per notte hanno un’azione di difesa più efficace rispetto a quello dei soggetti privati di sonno
È vero che l’insonnia può indebolire il sistema immunitario?
Risponde Luigi Ferini Strambi, direttore Centro del Sonno e professore ordinario all’Università Vita – Salute San Raffaele, Milano (VAI AL FORUM)
La risposta è affermativa, vediamo perché. Diverse ricerche hanno dimostrato che durante il sonno, in particolare durante il sonno profondo non-REM (stadio 3), si osserva un aumento delle citochine, piccole molecole proteiche che includono il fattore di necrosi tumorale, le interleuchine e l’interferone gamma. Queste citochine attivano risposte contro le infezioni, rendendo il sistema immunitario meno vulnerabile.
Ma ci sono altri attori importanti, oltre alle citochine, che svolgono un ruolo fondamentale nella riposta immunitaria: i linfociti T che riconoscono antigeni specifici dopo addestramento (immunità adattativa), e le cellule «natural killer» (NK) che non richiedono un addestramento specifico per riconoscere e distruggere le cellule bersaglio (immunità innata). Anche in questo caso alcuni studi hanno dimostrato che i linfociti T di soggetti che dormono almeno 8 ore per notte hanno un’azione immunitaria più efficace rispetto ai soggetti privati di sonno. E basta




