di Federico Fubini
La Francia e il rischio di contagio finanziario. Parigi, Berlino, l’Aia, Madrid e le altre capitali hanno già fatto partire i soliti giochi di potere per la successione nei primi mesi del 2027 a Lagarde
La tempesta perfetta non è sempre la più alta per intensità, ma la più ampia per la varietà di ingredienti: finanziari, politici, geopolitici e di lotta nelle istituzioni. Se questo è il criterio, allora molti nei mercati finanziari e qualcuno nella Banca centrale europea si starà chiedendo se in questo momento ci siamo. E nessuno come Christine Lagarde, la presidente della Bce che appare ormai quasi in uscita, avrebbe mai voluto trovarsi qui.
Non è tanto per l’inflazione di settembre in area euro, che ieri è uscita al 3,8%: più alto rispetto ad agosto e soprattutto anche rispetto alle attese degli analisti; né solo per il mercato del lavoro negli Stati Uniti che, salvo revisioni, il mese scorso sembra aver registrato una frenata con la creazione netta di appena posti 29 mila posti.
A preoccupare di più è il resto, malgrado il respiro di sollievo di ieri. Dopo una giornata sofferta, in serata l’approdo per i titoli



