
L’ex campione del mondo 1996: “La F.1 di oggi è più dura e per i giovani c’è più pressione, ma Kimi è maturo come un veterano”
L’afa densa su Sepang colora il cielo di grigio e la patina di caldo e umidità si posa sulle monoposto prima ancora di vederle scendere in pista. I piloti boccheggiano, lamentandosi via radio, ma comprendere il senso di spossatezza che possono provare, in weekend impegnativi come quello malese, è difficile. Lo spiega bene il campione del mondo del 1996 Damon Hill, presente a Sepang nel 1999 per il primo Gran Premio di F.1 su questo circuito.
Cosa ricorda di quel fine settimana?
“È stato terribile. Ricordo che durante le prime sessioni mi sentivo completamente sopraffatto, disidratato e senza forze. Tutti i piloti si trovarono ad adottare misure drastiche per provare a resistere a quel caldo e all’umidità: c’era chi era sotto flebo per idratarsi e chi, come me, provò qualcosa di diverso”.
Cosa fece?
“Prima della gara mi sono bagnato la tuta e sono rimasto seduto in una stanza con l’aria condizionata fortissima per un’ora prima di uscire e mettermi in macchina. Stavo andando in ipotermia, ma mi sembrava una grande idea per poter scendere in pista



