Il pane resta un alimento essenziale per le famiglie italiane, ma l’offerta si articola sempre più tra prodotto tradizionale e specialità. Una trasformazione che riguarda la distribuzione moderna, dove aumentano i consumi di pani a valore aggiunto, e la ristorazione, alla ricerca di formati e lavorazioni capaci di rispondere a esigenze diverse. Al centro ci sono le ricette locali, le farine, le tecniche di panificazione e la capacità di distinguere il prodotto oltre il prezzo. Secondo una ricerca NIQ commissionata da Vandemoortele sul bakery fresco a peso variabile nella distribuzione moderna italiana, il pane è presente negli acquisti dell’87% delle famiglie e rappresenta l’82% dei volumi della categoria, con circa 1,2 milioni di tonnellate. Il valore raggiunge 3,8 miliardi di euro, pari al 57% del totale.
Pane tradizionale e specialità, due segmenti in crescita
Il pane standard raggiunge una penetrazione dell’81% tra le famiglie italiane, mentre quello speciale o a valore aggiunto arriva al 53%. Nell’ultimo anno considerato dalla ricerca, la categoria è cresciuta del 6% sia a volume sia a valore. Il segmento tradizionale ha registrato un aumento del 5% nei volumi e del 6% nel valore; quello speciale è avanzato rispettivamente dell’11% e del 7%.
Nel bakery a peso variabile




