Dalla trattoria dei genitori alla Tana del Brilli, aperta nel 2003 a Massima Marittima (Gr), Raffaella Cecchelli ha costruito una piccola realtà di ristorazione in cui la dimensione contenuta, la cucina toscana e il rapporto con i clienti sono parte dello stesso progetto. Una scelta che le consente di adattare costi e personale all’andamento delle stagioni, senza rinunciare al legame con i produttori locali e alla tradizione. «La dimensione contenuta non solo è bella, ma può rivelarsi persino più redditizia rispetto a quella grande», afferma. La sua esperienza racconta un modo di fare ristorazione che tiene insieme sostenibilità economica, identità gastronomica e accoglienza, in un contesto in cui i piccoli centri devono fare i conti con lo spopolamento e la riduzione delle presenze nei mesi invernali.
Crescere in trattoria e aprire un locale tutto suo: la storia di Raffaella Cecchelli
«Vengo da una famiglia di ristoratori, quindi sono nata e cresciuta in cucina». Per Cecchelli la ristorazione è stata prima di tutto una presenza quotidiana, un mestiere imparato osservando i genitori e lavorando accanto a loro. La trattoria di famiglia è rimasta aperta per trent’anni, dal 1970 al 2000. Da ragazzina, però, non era convinta di voler seguire quella strada. «Quando




