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Multe autovelox: se nel verbale manca questo dettaglio la sanzione cade

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Un’ondata di verbali per eccesso di velocità sta recapitando brutte sorprese nelle cassette della posta degli italiani al rientro dalle ferie. Tuttavia, pagare subito con lo sconto del 30% potrebbe rivelarsi un errore affrettato. Con le nuove disposizioni ufficiali sugli autovelox e le recenti sentenze della Cassazione, una quota consistente di sanzioni presenta difetti formali che le rendono facili da annullare.

IL DETTAGLIO NEL VERBALE: “APPROVATO” NON SIGNIFICA “OMOLOGATO”

La prima verifica va fatta alla voce relativa al dispositivo di misurazione. Se nel testo compare soltanto la dicitura “approvato con decreto ministeriale” ma non figura il riferimento all’omologazione formale, il verbale è fragile. La Suprema Corte ha chiarito a più riprese che i due termini non sono affatto equivalenti. Senza l’omologazione specifica della postazione, l’accertamento non ha valore di prova legale. 

LA TRAPPOLA DEGLI 850 APPARECCHI “FUORILEGGE”

Il nuovo quadro normativo ha stabilito criteri rigidi: gli unici dispositivi fissi e mobili autorizzati a registrare le sanzioni sono quelli espressamente inclusi nell’Allegato B del Decreto Ministeriale (circa 25 modelli approvati e tarati). Oltre 850 apparecchi sparsi sui Comuni italiani non sono risultati conformi e sono stati spenti o disattivati. Se la multa è stata rilevata da uno di questi strumenti privi

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