
di Fabrizio Roncone
Intervista esclusiva con il senatore pd, uno dei politici più influenti in Italia, che al Corriere rivela di convivere con il Parkinson. «Il primo pensiero è stato per Michela e per le mie figlie, immaginavo il loro dolore. E il riflesso è nascondersi»
DAL NOSTRO INVIATO
CAGLIARI – «Ho il Parkinson. Mi è stato diagnosticato nel novembre del 2020. Un amico ha notato come muovevo le mani. Il senatore Graziano Delrio, che è medico, mi ha detto: trascini i piedi, fatti visitare. Si tratta di una malattia ancora avvolta dal mistero. Non se ne conoscono le cause. È impossibile da prevenire. E se ne possono curare solo i sintomi: non si guarisce, né regredisce. La progressione varia a seconda dei casi, ma è inarrestabile. Sul mio Parkinson, recentemente, s’è pure innestata una forma di parkinsonismo atipico: incide sull’equilibrio, che diventa sempre più precario, e provoca una difficoltà della parola. Il che, intendiamoci, per un politico può anche essere un bene…».
Il senatore Dario Franceschini trascorre le sue vacanze in un paesino a dieci chilometri dall’aeroporto di Cagliari. Il navigatore fa imboccare un rettilineo che prima costeggia le acque trasparenti del Poetto, poi taglia i campi




