
di Maria Teresa Meli
Intervista al leader di Italia Viva: «Il centrodestra impaurito da Vannacci»
Matteo Renzi, giovedì è andato in scena il suo ennesimo scontro con Giorgia Meloni, ma procediamo con ordine: prima c’è stato quello con La Russa. L’ha chiamata «Pinocchietto» perché lei lo ha attaccato per aver partecipato al Consiglio comunale di Milano…
«Non so bene che effetto provoco tra i Fratelli d’Italia. Ma mi fa ridere che il presidente del Senato definisca Pinocchio un senatore. Se La Russa ha letto Collodi forse immagina che lui e Meloni siano il gatto e la volpe anche se fisicamente Ignazio ricorda più Mangiafuoco. In ogni caso dimentica che la storia di Pinocchio finisce bene. Per Pinocchio almeno».
Meloni non ha gradito la sua definizione di «Lady Tax» e ha ricordato gli interventi per ridurre la pressione fiscale.
«Si è dimenticata di citare i provvedimenti con cui ha alzato le imposte, dal rientro dei cervelli alle tasse agricole, dalle accise all’Iva sui prodotti per bambini. Le chiacchiere stanno a zero, ma la pressione fiscale è sopra il 43%. E siccome Giorgia Meloni aveva promesso di mettere in Costituzione un tetto alla pressione fiscale al 40%, ho avuto gioco facile




