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Luciano Ligabue: uno show politico a Roma, fra canzoni contro la guerra, Putin e Trump

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di Sandra Cesarale

Il rocker nella prima data del tour negli stadi de «La Notte di Certe Notti». «Non sono d’accordo con De Gregori, anche se ha diritto a non schierarsi»

Roma Potente, affilato e politico: Ligabue non si tira indietro, denuncia un mondo dominato dal caos e dai signori della terra (e della guerra). Ieri è salito sul palco dell’Olimpico di Roma, davanti a 54 mila spettatori, per il primo live (la data zero è stata a Bibione) del tour negli stadi de «La Notte di Certe Notti».

Il suo rock va oltre le celebrazioni (partite un anno fa da Campovolo) del trentennale dell’album «Buon compleanno Elvis» e della canzone che ha segnato il destino di Liga. L’essenza del live supera la patina del divertimento, i video di «come eravamo», l’immaginario rock’n’roll degli anni 50 e 60, le luci intorno ai maxischermi e le insegne che fanno tanto Las Vegas. In una scaletta divisa in capitoli, ognuno dedicato a un album, tra «Balliamo sul mondo» e «Certe Notti», c’è spazio su «Happy Hour» con i brindisi di Putin e Trump, Von der Leyen e Draghi, Meloni e Macron, Netanyahu e Orbán, Musk e Zuckerberg. Brinda anche

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