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Arbitri, altre grane. Scoppia il caso dismissioni. E Messina è il nuovo Direttore Tecnico

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Secondo alcune ipotesi andrebbe rivisto il regolamento sulle nomine e sui criteri di anzianità: una normativa è stata cambiata più volte creando dubbi e interrogativi. E si apre un nuovo filone oltre all’inchiesta di Milano

Prosegue il caos per gli arbitri. E sembra piovere sul bagnato. Parallelamente all’inchiesta del pm Ascione – che ha indagato l’ex designatore Rocchi e altri quattro arbitri -, è stato aperto anche un altro filone, relativo alle dismissioni degli arbitri. Sarebbe infatti emerso un passaggio poco chiaro del regolamento riguardo al conteggio degli anni di anzianità dei direttori di gara. Com’è noto, gli arbitri che raggiungono un cumulo di 10 stagioni tra serie A e B possono essere confermati in organico soltanto se terminano la stagione entro il 25esimo posto nella graduatoria di merito finale. Su questo poggia appunto il caso-Dionisi con il relativo esposto, secondo il quale ci sarebbero state scelte sospette sugli osservatori e sui voti che avrebbero garantito al “decenne” Rapuano il 25esimo posto penalizzando Ferrieri Caputi e condannando indirettamente Dionisi (che sarebbe l’ultimo dei dismessi per graduatoria in caso di permanenza nei ruoli di Rapuano). L’altro dismesso sarebbe Massimi, ultimo in graduatoria.

dubbi nel regolamento—  

Dunque, non è detto che

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