
di Fabrizio Roncone
I sospetti sul metodo chiesto dal leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte. Il senatore Sensi: «Qui il rischio è che invece che da Volturara Appula, poi si mettano a votare da Minsk»
Campo largo, primarie: c’è un problema.
Concreto.
Peloso.
Russo.
Leggete qui.
Il Pd, per storia, per tradizione, vorrebbe organizzarle solo nei gazebo. I 5 Stelle, sempre per storia e tradizione, pretendono di allargarle anche al voto online. Che, però, terrorizza molti dem. A cominciare da tutta l’area riformista: i suoi esponenti, senza indugi, avvertono da tempo il rischio di un possibile inquinamento, temono insomma che Mosca possa decidere di avere un qualche interesse, diciamo così, nel favorire la corsa a Palazzo Chigi di Giuseppe Conte, le cui posizioni sul conflitto in Ucraina sono note. Nella penombra, tra sospiri profondi e occhiate spaventate, quest’idea grillina di far votare tutti pure da remoto preoccupa comunque anche numerosi parlamentari vicini alla segretaria Elly Schlein e moltissimi altri fedeli al correntone di Dario Franceschini, Roberto Speranza e Andrea Orlando. Il responsabile organizzazione del Nazareno, Igor Taruffi, un emiliano diretto, pragmatico e furbo, annusa il casino e fa un po’ lo gnorri, annuncia che sarà «una grande festa popolare», dispensa ottimismo, a




