
di Sara Gandolfi
Grandi manifestazioni per il diritto alla casa nel Paese: «A Madrid siamo 500.000». Scontri e arresti a Valencia, Sánchez rimane in silenzio
Migliaia di manifestanti hanno invaso ieri le strade di Madrid e di una cinquantina di altre città spagnole per protestare contro la bocciatura della «legge Maricarmen», i due decreti legge sull’emergenza abitativa promulgati martedì dal governo Sánchez e respinti venerdì dai deputati alle Cortes. A Valencia si sono vissuti momenti di grande tensione, con scontri fra dimostranti e polizia anti-sommossa, che si sono conclusi con cinque arresti e nove agenti feriti. E in serata, a Madrid, la polizia ha sparato proiettili di gomma per allontanare militanti del gruppo di estrema destra Núcleo Nacional, che si erano riuniti nella piazza di Cibeles per cercare di entrare a Puerta del Sol, dove sono accampati da giorni i contestatori. Chiuse tutte le fermate circostanti della metropolitana.
Bocche cucite alla Moncloa, sede dell’esecutivo: il premier socialista continua la sua «pausa di riflessione», per decidere se convocare o meno le elezioni anticipate il 29 novembre, come gli chiedono a gran voce sia gli alleati di governo — la sinistra radicale di Sumar — sia l’opposizione di centro-destra




