
di Donatella Tiraboschi
La presentazione con Enrico Letta e Francesco Giavazzi. Il patron del gruppo che esporta freni in tutto il mondo: «Non è un’autobiografia, il successo di un’impresa è il frutto di un lavoro collettivo»
Un libro sulla storia di Brembo? Sì, ma a certi patti. Anzi, come l’ha definita Alberto Bombassei, solo ponendo, e dunque rispettando, una rigida condizione (un po’ come si fa con i contratti di fornitura). Tanto per cominciare: «Non avrebbe dovuto essere assolutamente un’autobiografia, perché il rischio di cadere nella autocelebrazione era altissimo e chi mi conosce sa bene quanto io non ami le celebrazioni personali». E poi perché: «Sono convinto da sempre che il successo di un’impresa non possa che essere il frutto di un lavoro collettivo».
Entro questi confini, all’autore Paolo Bricco, giornalista e storico, non è rimasto che seguire il diktat del patron e, per delineare la storia di un’impresa dall’Italia al mondo, sottotitolo del libro «Brembo – La velocità dei freni», scandagliare racconti e testimonianze di chi ha dato vita al colosso dei freni. La Brembo, appunto. Come ebbe modo di definirla Cesare Romiti, rispondendo all’avvocato d’affari Sergio Erede, «un’azienda tedesca che per caso si trova in




