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Viaggio nella ex centrale nucleare di Trino Vercellese: che cosa accadeva durante la reazione e che cosa è rimasto?

di Fausta Chiesa

Tutto esaurito per le visite all’interno delle ex centrali nucleari italiane. Il Corriere è entrato nella ex centrale di Trino accompagnato da una guida speciale: l’amministratore delegato di Sogin Gian Luca Artizzu

Paura delle ex centrali nucleari? Si direbbe proprio di no, visto il successo di OpenGate, l’iniziativa di Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari) che si è svolta sabato 16 e domenica 17 maggio e che ha portato oltre 3 mila visitatori (ma erano molti di più quelli che hanno fatto richiesta) dentro gli impianti di Caorso (Piacenza), Garigliano (Caserta), Latina e Trino (Vercelli). Centrali chiuse a seguito dell’esito del referendum del 1987, con una quinta già costruita a Montalto di Castro (Viterbo) e mai entrata in funzione. 

La visita ha permesso a bambini, ragazzi e adulti di ripercorrere i momenti e i luoghi che rappresentano un pezzo di storia industriale del nostro Paese, uno dei primi ad avere l’energia nucleare in Europa con l’inaugurazione del reattore di Latina a dicembre del 1962, e conoscere le attività che i tecnici Sogin svolgono per lo smantellamento degli impianti e la gestione dei rifiuti radioattivi. 

Il Corriere è entrato nella ex centrale di Trino,

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