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Madre e figlia avvelenate, l’intercettazione che potrebbe chiarire il mistero ricina

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Un’intercettazione, mandata in onda in esclusiva dal Tg1,svela alcuni dettagli sui giorni tragici dell’avvelenamento con conseguente morte di Antonella di Ielsi e sua figlia Sara di Pietracatella. In quei giorni furono effettuate le analisi dei resti del cibo consumato dalle due donne e dal marito e anche le analisi del sangue dei tre componenti della famiglia, uno solo dei quali è sopravvissuto.   

Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, si era sentito male anche lui  a dicembre ma poi era risultato negativo alla ricina, la tossina che avrebbe ucciso moglie e figlia.  
Nell’audio registrato a casa della vittime si sente una dottoressa dell’ospedale di Campobasso  dare aggiornamenti sui valori dei tre ricoverati: «Ti dico quello che sto osservando: allora Di Vita ha più di 112 mila piastrine… Poi un’altra cosa: la bilirubina totale è alta. È alta per Sara, Antonella e a anche Gianni Di Vita: aumenta sempre di più, è indiretta e non coniugata». Dunque Di Vita aveva in corso una intossicazione ma evidentemente più leggera. Forse da solo contatto?

19 aprile 2026

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