
di Simona Marchetti
La band britannica ha raccontato l’accaduto su Instagram, spiegando che i membri sono stati fermati dalla polizia, isolati e interrogati separatamente, con perquisizioni nelle camere d’albergo e il sequestro dei passaporti
Quando il pubblico dello Star Theatre di Singapore ha iniziato spontaneamente a intonare il coro «Free Palestine!» («Palestina libera!») durante il concerto dello scorso 29 luglio, per tutta risposta Robert Del Naja e Grant Marshall hanno srotolato la bandiera palestinese sul palco, tenendola in alto affinché tutti la vedessero. Un gesto di sfida alle durissime leggi sulla censura in vigore nel Paese che è però costato ai “Massive Attack” il divieto a rientrare nella città-stato. Non solo, al termine dello show i membri della band trip-hop sono anche stati fermati dalla polizia, isolati e interrogati separatamente, con perquisizioni nelle camere d’albergo e il sequestro temporaneo dei passaporti.
«Non immaginavamo che mostrare la bandiera di uno Stato sovrano riconosciuto da 157 Paesi (la Palestina, ndr) potesse violare la legge», hanno scritto i Massive Attack in un lungo comunicato su Instagram, dove hanno raccontato quanto successo, senza però specificare chi sia stato oggetto delle ritorsioni della polizia (il gruppo si stava esibendo con una band di




