
di Alessandra Muglia
Una sovraoccupazione che sfiora il 3.000%, ha segnalato un assessore. Tra loro una ragazzina di 17 anni di Tangeri che è riuscita a raggiungere Ceuta a nuoto. Il suo fratellino non ce l’ha fatta, annegato nel Mediterraneo
DALLA NOSTRA INVIATA
CEUTA – A Ceuta il battito della quotidianità tenta di ritrovare il suo ritmo regolare. Dopo giorni di fortissima tensione, le strade della città, in centro, sul lungomare, si ripopolano e i tavolini all’aperto dei caffè tornano a riempirsi. Una normalità apparente, ce lo ricorda un blindato dell’esercito posizionato davanti al supermercato Lidl. Nelle aree periferiche dell’exclave spagnola sulla costa nordafricana, migliaia di migranti continuano a nascondersi tra la fitta boscaglia delle colline e i costoni rocciosi del litorale. Il loro obiettivo è sottrarsi ai pattugliamenti sempre più stringenti di militari e agenti di polizia. Se nel cuore della città la loro presenza è quasi impercettibile, nei quartieri residenziali si muovono furtivamente alla costante ricerca di cibo e acqua, pronti a dileguarsi al minimo segnale di controllo.
I numeri della crisi restano oggetto di un profondo scontro politico. Secondo le stime del ministero dell’Interno di Madrid, i migranti rimasti sul territorio sarebbero tra i 3mila e i




