Davanti a un’etichetta non basta saper leggere: bisogna sapere che cosa guardare. Tra denominazioni, origine, ingredienti, modalità di conservazione e indicazioni sulla provenienza, le informazioni presenti sulla confezione sono molte, ma non tutte hanno lo stesso significato. Alcune rispondono a precisi obblighi di legge, altre forniscono elementi utili per conoscere meglio il prodotto, altre ancora possono influenzare la percezione del consumatore. È da questa distinzione che nasce la necessità di porsi 100 domande per scegliere oltre la confezione. Il problema è che un’etichetta racconta il prodotto, ma non tutto ciò che vorremmo sapere. Non può prevedere come il nostro organismo reagirà a un alimento, né sostituire le conoscenze necessarie per interpretare correttamente le informazioni sulla qualità e sulla sicurezza. Ciò che mangiamo e come il nostro corpo può reagire, le regole che aiutano a riconoscere la qualità e gli elementi di sicurezza che vanno oltre la confezione sono tutti aspetti che richiedono una lettura attenta e non superficiale. Lo stesso vale per l’origine e il linguaggio utilizzato per presentare un alimento. Una bandiera italiana o la dicitura «Prodotto in Italia» non spiegano necessariamente da dove provengano tutte le materie prime: occorre sapere che cosa significa davvero «Prodotto in Italia». E
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