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Erri De Luca e gli attacchi: «L’odio nuoce gravemente a chi lo prova»

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di Fabrizio Caccia

Lo scrittore al festival «Ebraica» insieme all’ambasciatore israeliano. Mollicone (FdI): «Sono qui per solidarietà»

L’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, prima dell’inizio va a stringergli la mano: «Siamo con lei, Erri De Luca, per tutti gli attacchi che ha ricevuto. Apprezziamo molto il suo coraggio», gli dice. Lo scrittore si schermisce: «Io sono un privilegiato, se mi maltrattano un po’ va bene lo stesso…». É la sua prima uscita pubblica, ieri sera, dopo la clamorosa esclusione dal festival di letteratura di Salerno per le dichiarazioni fatte sul «sionismo» e contro l’uso del termine «genocidio» per Gaza.

Il Palazzo della Cultura, nel cuore del Ghetto di Roma, è pieno. L’area è presidiata più del solito dalle forze dell’ordine, ma in giro non si vedono pro Pal venuti a contestare. C’è la gente del Ghetto, invece. E Maurizio Molinari, l’ex direttore di Stampa e Repubblica, chiamato a condurre l’intervista d’apertura del festival Ebraica gli dice: «É il tuo popolo, Erri». Ma lui scherza: «Non vedo in giro napoletani!». A sorpresa è venuto anche il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, di Fratelli d’Italia: «Per dargli la mia solidarietà — spiega — perché è stato

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