
di Francesca Scorcucchi
L’attrice al Tribeca Festival con due film: «Strega mafiosa sul set, torno alla commedia pura»
«La mia vita è un miracolo». Sabrina Impacciatore lo dice da New York, dove ha partecipato al Tribeca Film Festival con due film: Gail Daughtry and the Celebrity Sex Pass, commedia scritta e diretta da David Wain, e In the Hand of Dante di Julian Schnabel. «Mi sento come se stessi vivendo una nuova vita. Una mia amica ha scritto il mio nome su Google e, fra le attrici italiane con una carriera internazionale, dopo Sophia Loren ora ci sono io. Non è pazzesco?».
L’avventura hollywoodiana di Impacciatore è iniziata quattro anni fa quando Mike White l’ha voluta nella seconda stagione di The White Lotus. Da quel momento è stato un crescendo. In tv è tornata a gennaio con The Paper, spin-off del celebre The Office, e ora gira per i festival americani, prima il Sundance poi New York, il prestigioso Tribeca di Robert De Niro. Da adolescente, con già radicata la sua passione per il palcoscenico, sognava di venirci da spettatrice, «oggi invece ci sono dentro da protagonista e per me questo è un sogno, è la mia ‘balena




