Home / Politica / Monsignor Baturi: «Noi vescovi e il caso Nevo? La pace non si costruisce togliendo il diritto di parola»

Monsignor Baturi: «Noi vescovi e il caso Nevo? La pace non si costruisce togliendo il diritto di parola»

image

di Ester Palma

Il segretario generale della Cei: «Sì a confronto e ascolto reciproco»

«La Cei non è intervenuta nel merito della vicenda della presenza dello scrittore israeliano Eshkol Nevo al festival letterario pugliese. La firma di monsignor Moscone all’appello per l’esclusione di Nevo rientra in una scelta personale e nell’esercizio della libertà di pensiero e di espressione. Nella Chiesa è così: non si cancella la coscienza personale, ma la si colloca in un cammino di comunione. Ma non significa assumere una specifica posizione né che si debba rinunciare al confronto. La pace non si costruisce impedendo di parlare a chi la pensa diversamente, bensì creando le condizioni perché ci si possa ascoltare». Monsignor Giuseppe Baturi, catanese, 62 anni, è dal 2019 arcivescovo metropolita di Cagliari e dal 5 luglio 2022 segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

La firma dell’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo ha creato un dibattito. Lei che ne pensa?
«La pace si costruisce attraverso il dialogo, che richiede libertà di espressione. Per questo la Cei ha richiamato più volte l’importanza del confronto e dell’ascolto reciproco».
 
La Cei sarebbe più aperta a un confronto, anche su un tema divisivo come la guerra a Gaza?
«Sì, su questo e su

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: