Home / Politica / Dai frutti di bosco all’acqua minerale. Così Mosca punisce la «nuova» Armenia

Dai frutti di bosco all’acqua minerale. Così Mosca punisce la «nuova» Armenia

image

di Marco Imarisio

Raffica di sanzioni sui prodotti della repubblica ex sovietica che ora guarda a Bruxelles

La lotta al Trogoderma Granarium è sempre stata una priorità per la Russia. Così come quella ai livelli in eccesso di idrocarbonati, cloruri e solfati. Il benessere del consumatore ha sempre la precedenza, ci mancherebbe altro. Dev’essere per questo che il Servizio fitosanitario (Rosselkhoznadzor) ha imposto il divieto di importazione a quasi tutti i prodotti di origine armena, compresi quelli soggetti a quarantena. Sospesi anche i trasporti in transito verso altri Stati membri dell’Unione economica euro-asiatica attraverso il territorio russo, lodevole iniziativa tesa a evitare ogni contagio.

L’allarme è alto. «Nel mese di giugno sono stati individuati tre casi di infestazione da Trogoderma Granarium in partite di noci, pesche secche e pomodori secchi provenienti dall’Armenia», affermano dall’ente. Un parassita onnivoro, a detta delle autorità non presente sul territorio russo, che attacca cereali, semi oleosi, legumi e altre colture, nonché le infrastrutture di stoccaggio e lavorazione. 

Secondo le preoccupate stime del servizio, è in grado di distruggere fino al settanta per cento delle scorte immagazzinate. Ma anche l’importazione della famosa acqua minerale armena Jermuk è stata vietata. A intervenire

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: