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Comoda come prima, ma più curata

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Interventi mirati

La Jeep Avenger, il modello più piccolo della casa americana, si aggiorna. Lo fa con moderazione, soprattutto all’esterno, mentre dentro i cambiamenti sono più di sostanza e vanno a migliorarla in uno dei suoi punti deboli: la qualità dei materiali.

Per quello che riguarda la meccanica, la 1.2 Turbo non ibrida e con cambio manuale ha ora la catena di distribuzione invece della cinghia a bagno d’olio (che negli anni ha causato problemi di affidabilità) e il turbo a geometria variabile.

Si tratta dello stesso tre cilindri non ibrido adottato da molte auto del gruppo Stellantis, fra cui Peugeot 208 e Lancia Ypsilon. Invariati gli altri motori, come il 1.2 mild hybrid provato, supportato da un elettrico da 29 CV integrato nel cambio (un doppia frizione a sei marce rapido e fluido). 

Si distingue soprattutto al buio

Esternamente, la mano è stata davvero leggera: le versioni più ricche hanno ora sette led orizzontali che illuminano la parte alta della tipica mascherina della casa. Arrivano anche i nuovi fari a matrice di led; cambiano inoltre i paraurti (ma poco) e ci sono due  nuovi colori, verde e giallo. Nuovi anche i cerchi in lega da 17” e 18” (verniciati

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