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Oro, perché il metallo giallo non convince più gli investitori?

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I picchi massimi dell’oro sembrano ormai alle spalle. Ecco cosa pesa sulla crescita di valore del metallo giallo e quali sono le previsioni dei principali istituti di credito.

Mentre la maggior parte dei Paesi occidentali sembra essere entrata in una fase caratterizzata da un rialzo dell’inflazione, l’oro, tradizionalmente considerato bene rifugio dall’inflazione, sta registrando il quarto mese consecutivo di ribassi.

Il calo dell’oro

I numeri sono piuttosto chiari: mentre l’inflazione americana registrava un incremento del 4,2% su base annua, il dato più elevato dal 2023, l’oro vedeva il proprio valore diminuire di oltre 1000 dollari dal picco segnato a inizio 2026, attestandosi ora a 4072 dollari l’oncia.

Il picco era stato raggiunto il 28 gennaio 2026, quando il metallo giallo aveva toccato i 5.303 dollari l’oncia, prima di avviare una discesa che in cinque mesi avrebbe eroso circa un quarto del suo valore.

A tale discesa ha contribuito grandemente l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz, conflitto che si è protratto per mesi e che, paradossalmente, ha finito per pesare proprio su un asset tradizionalmente considerato rifugio in caso di guerra.

La chiusura dello Stretto da cui passa un quinto degli

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