
Il ct del Giappone in vista della sfida con l’Italia il 4 luglio a Tokyo. Lui non ci sarà, sospeso dalla sua stessa federazione. “Mi nasconderò per evitare i controlli…”. L’ultima di una carriera da raccontare, dai grandi risultati in campo ai clamorosi scivoloni verbali
Roberto Parretta
29 giugno – 22:23 – MILANO
Va fatta subito chiarezza. Il manager, l’allenatore, o come lo chiamiamo noi il commissario tecnico, è stato, è e resterà sempre una icona mondiale, un punto di riferimento per tutti. Il comunicatore, invece, forse è meglio lasciar perdere. Perché ormai ogni volta che apre bocca, Eddie Jones sfiora e supera sovente la misura. Ne è consapevole? È una strategia? Si è autoconvinto di essere un guru infallibile? Qualunque sia il motivo, di certo oggi il c.t. del Giappone assomiglia sempre di più a un personaggio in cerca di continue attenzioni. Ma qual è il confine tra il grande allenatore e il bullo?
come mourinho—
L’ultimo caso, il più recente, è quello legato alla squalifica di 6 settimane che la federazione giapponese gli ha inflitto, con sospensione dello stipendio, per avere commentato in maniera inappropriata




