
di Marco Cremonesi
Il viceministro: la regolarizzazione ha spinto altri a muoversi
«Di certo, con la Spagna non ce la siamo legata al dito…». Edmondo Cirielli è il viceministro agli Esteri con delega su Spagna e Europa. Tocca a lui ricomporre il rapporto con Madrid finito, per qualche giorno d’agosto, sotto uno stress test di solito non riservato agli amici: «Ma l’amicizia tra i nostri popoli è più forte di qualunque incomprensione e di qualunque governo».
Madrid ha letto i controlli come un attacco a Schengen.
«Non è la sospensione di Schengen, è un comportamento previsto dal Regolamento di Dublino. Lo applicano già la Francia e la Germania con noi, lo applichiamo noi stessi con la Slovenia. Peraltro, un cittadino francese o tedesco che attraversa la frontiera non subisce restrizioni: parliamo solo di cittadini provenienti da Paesi terzi»
Eppure la reazione spagnola è stata dura…
«Comprendiamo perfettamente il disagio spagnolo, frutto di una tensione evidente con le autorità marocchine. E siamo assolutamente solidali con la Spagna, anche nel suo ruolo di distensione con il Marocco».
Solidali ma con i controlli alzati?
«C’è una priorità che si chiama sicurezza. Su questo chiediamo alla Spagna di assumersi le proprie responsabilità:




