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Ceuta, cresce l’allerta su un’altra ondata. I governi locali contro Sánchez

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di Andrea Nicastro

Braccio di ferro sulla redistribuzione dei minori. Il sondaggio di «El Mundo»: il 46% dice no

Alle frontiere con aria condizionata, il controllo funziona a meraviglia: i turisti italiani mostrano i documenti e aspettano appena qualche minuto più del necessario. Tutto lì. Il rumore della ritorsione politica contro l’analoga decisione italiana arriva forte e chiaro dagli aeroporti alle stanze della politica. La «sensazione di sicurezza» è garantita dalle divise marziali delle Guardias Civiles. 

Alle frontiere calde, invece, quelle delle exclavi spagnole in Africa di Ceuta e Melilla, non c’è niente di così semplice. Il governo di Madrid continua a non capire se davvero si sta preparando un secondo assalto alle reti di confine. Su Facebook, TikTok e WhatsApp anche ieri sono stati intercettati appelli alla mobilitazione. Possono essere mitomani senza seguito, possono invece essere messaggi di chi sta avvicinando un’altra ondata umana. Stupisce gli inquirenti spagnoli che alcuni degli account facessero capo a telefoni non solo marocchini, ma anche di Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e persino di Paesi lontani come Usa e Senegal. D’altra parte, l’idea che la marea degli 80 mila fosse coordinata dal Marocco è del 47% degli spagnoli.

Gli agenti

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