Guardiola, nei suoi colloqui con Maldini che lo voleva ct azzurro, ha citato gli inizi difficili dell’olandese come tecnico del blaugrana. Oggi se la Spagna crea talenti è anche merito suo, ma la strada fu in salita
Giornalista
9 agosto – 22:33 – MILANO
Dice Paolo Maldini, a conclusione di una lunga e interessante intervista concessa ad Aldo Cazzullo e pubblicata sul Corriere della Sera: “Sa di cosa ci ha parlato a lungo Guardiola? Dell’impatto che Cruijff ebbe sul calcio spagnolo. Per due anni fu combattuto da tutti. Ma se oggi la Spagna crea talenti, è grazie alle indicazioni di Cruijff. Non vogliamo paragonarci a lui. Ma la strada era quella. Difficile, lunga; ma avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano”. Progetto ambizioso, quello di Paolo Maldini. Decisamente rivoluzionario. Ma le rivoluzioni, si sa, a parole le voglion fare tutti e poi, quando si tratta di scendere in piazza (o in campo), per qualche motivo ci si trova sempre in quattro gatti. Johan Cruijff, ad esempio, sperimentò sulla propria pelle la difficoltà di rivoluzionare il calcio, la mentalità, persino la cultura di un club.




