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Groenlandia, Trump riapre il fronte e arrivano le trivelle (non autorizzate)

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di Sara Gandolfi

L’americana Greenland Energy pronta ad avviare le operazioni ad ottobre. Nuuk: serve l’ok

No, Donald Trump e soci non si sono dimenticati della Groenlandia e delle sue ricchezze. La compagnia Greenland Energy, guidata da Robert Price, figura molto vicina agli interessi e alla visione geopolitica del tycoon, ha continuato a lavorare nell’ombra per mettere le mani sul petrolio dell’isola, avviando le operazioni per cominciare, entro ottobre, le trivellazioni esplorative. Ma senza l’autorizzazione del governo locale, che ha subito lanciato l’altolà.

Così Trump è tornato a scaldare le gelide acque artiche, assicurando durante un’intervista che l’isola sarà controllata dagli Usa «prima che io lasci la Casa Bianca», nel 2029. Non contento, il primo agosto ha pubblicato su Truth Social un’immagine generata dall’intelligenza artificiale di un se stesso gigantesco, che domina dall’alto un villaggio dell’isola, con la scritta «Hello, Greenland!». Ovvero, la minaccia ibrida ai tempi dell’AI.

L’arrivo a fine luglio di quindici container e macchinari pesanti per l’edilizia sulla pista dell’aeroporto di Nerlerit Inaat, che normalmente accoglie solo una manciata di voli a settimana, non poteva certo passare inosservato. Il 30 luglio il governo groenlandese ha lanciato l’allarme: «Il ministero delle Risorse Minerarie

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