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Borse, non solo Usa e non solo AI: le nuove scelte tra Europa e Asia

di Marco Sabella

Fedeli (M&G): «La sovrastima dei guadagni futuri rende volatili i big dell’intelligenza artificiale. Occorre guardare ai settori che beneficeranno del suo utilizzo come sanità e finanza»

«Non c’è bolla nel segmento hi tech delle aziende legate all’intelligenza artificiale, ma ci sono titoli sovrastimati in relazione alle possibilità di crescita degli utili futuri. Questo rende il mercato instabile, con un andamento a spirale, caratterizzato da forti oscillazioni e privo di una precisa direzione di marcia».
Fabiana Fedeli, l’elegante signora italiana che ha iniziato la sua carriera a Tokyo come analista di Ing Barings e che oggi a Londra è responsabile dell’equity e delle strategie multi-asset di M&G – società di gestione del risparmio che amministra circa 430 miliardi di risparmi di famiglie e investitori istituzionali con una presenza diretta in 26 Paesi – affronta di petto il tema che affligge da mesi come un tormentone irrisolto il dibattito sulle prospettive del mercato azionario.

Come si spiegano le violente oscillazioni, al rialzo o al ribasso dei principali titoli tech?
«Sul mercato c’è moltissima speculazione, collegata ai grandi flussi di investimento che provengono dai privati e dalle scelte dei fondi quantitativi supportati da programmi automatici. Questo provoca movimenti ampi

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