Putin in difficoltà in Ucraina cerca di restituire il colpo agli Stati Uniti (cui non perdona il costante sostegno a Kiev) con un appoggio all’Iran. Questo contribuisce a riportare Trump di fronte a un dilemma: la sua guerra del Golfo potrà mai dirsi conclusa, se non arriva il fatidico «cambio di regime» a Teheran?
Un’inchiesta della Reuters apre uno squarcio su uno degli aspetti meno visibili della guerra tra Stati Uniti e Iran: il possibile coinvolgimento della Russia nelle operazioni contro installazioni americane considerate fra le più sensibili dell’intera rete di intelligence occidentale. Al centro ci sono gli attacchi compiuti con droni iraniani contro alcune strutture della Cia nel Golfo Persico, episodi che hanno indotto l’intelligence americana a indagare se Mosca abbia fornito non soltanto armamenti e assistenza tecnica, ma anche informazioni di «puntamento» e capacità operative, senza le quali quei raid sarebbero stati molto più difficili da realizzare.
Non esiste, allo stato attuale, una prova decisiva del coinvolgimento russo. Tuttavia una serie di elementi alimentano i sospetti. Gli attacchi hanno mostrato un livello di precisione superiore a quello abitualmente attribuito ai droni iraniani. Inoltre la cooperazione militare tra Mosca e Teheran si è intensificata negli ultimi anni fino a trasformarsi




