di Serena Palumbo
L’ipotesi è ora oggetto di accertamenti da parte delle autorità. Le associazioni animaliste: «Sgomento e indignazione»
Tra gli elementi al vaglio delle indagini sugli incendi boschivi che stanno interessando la Calabria c’è anche la segnalazione del presunto utilizzo di gatti vivi per favorire la propagazione delle fiamme. L’ipotesi, resa nota dal Dipartimento della Protezione civile della Regione Calabria, è ora oggetto di accertamenti da parte delle autorità competenti.
Secondo quanto riferito, oltre al ritrovamento di inneschi ritardati sarebbero stati riscontrati anche episodi nei quali alcuni gatti sarebbero stati utilizzati con stracci imbevuti di liquido infiammabile legati alla coda per propagare il fuoco in più punti. Si tratta di circostanze ancora in fase di verifica, sulle quali dovranno fare chiarezza le indagini. Intanto, le segnalazioni hanno spinto due associazioni impegnate nella tutela degli animali, Lndc Animal Protection e Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali), a presentare distinte denunce affinché siano accertati i fatti e individuati gli eventuali responsabili.
«Se quanto riferito dalla Protezione civile fosse confermato, ci troveremmo di fronte non solo a un gravissimo reato ambientale, ma anche a uno degli episodi di crudeltà nei confronti degli animali più sconvolgenti degli ultimi anni»,




