di Alessandro Sala
L’impianto di Las Palmas, alle Canarie, era pensato per una capacità di un milione di esemplari. «Ci sarebbero stati danni enormi per il mare e grande sofferenza per gli animali». Dietrofront dell’azienda dopo le polemiche
Era stato annunciato come il primo allevamento commerciale di polpi al mondo e avrebbe dovuto sorgere in Spagna, nell’area del porto di Las Palmas, a Gran Canaria. Ma il mega impianto ittico non si farà. L’azienda che lo aveva in programma, la spagnola Nueva Pescanova, ha deciso di fare un passo indietro dopo le proteste internazionali. Una rinuncia che viene indicata espressamente come «vittoria» da Compassion in World Farming, l’organizzazione internazionale che si batte per garantire condizioni di benessere maggiore agli animali degli allevamenti e che era in prima fila contro il progetto. Proprio Ciwf aveva avanzato la richiesta ufficiale all’autorità di Las Palmas per chiudere la domanda di autorizzazione, facendola accompagnare da oltre 43 mila mail di attivisti e cittadini che avevano esortato le autorità ad agire per fermare sul nascere l’insediamento.
È stata però la stessa azienda a decidere di fermarsi di fronte a questo forte movimento di opposizione. L’acquacoltura comporta spesso ingenti problematiche di tipo ambientale,




