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Crisi dell’artigianato in Italia, crollano lavoratori e imprese: ecco la mappa delle aree più colpite

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Tra il 2016 e il 2025 gli iscritti alla gestione speciale artigiani sono calati del 20,7%; le imprese attive del 5,9%. Il fenomeno interessa soprattutto Nord-Est e Centro Italia

In nove anni l’artigianato italiano ha perso quasi un quinto dei propri iscritti. Tra il 2016 e il 2025 gli iscritti alla gestione speciale artigiani sono infatti passati da 1,59 milioni a 1,26 milioni, con una riduzione di circa 330 mila unità, pari al 20,7%. Nello stesso periodo è diminuito anche il numero delle imprese attive, in calo del 5,9%. Si tratta di un dato che mette in evidenza le difficoltà strutturali di uno dei comparti storicamente più rilevanti del sistema produttivo italiano.

Le aree più colpite

Come si evince dalle mappe create in collaborazione da Isnec e Withub dall’incrocio dei dati Inps e di Movimprese, la contrazione non è uniforme sul territorio. Le perdite più consistenti si registrano soprattutto nelle province del Nord-Est e del Centro Italia, con flessioni che in alcune aree superano il 24%. Particolarmente significativa la situazione delle Marche, che concentrano quattro province nella top ten nazionale per riduzione delle imprese attive.

L’allarme

«L’artigianato rappresenta un patrimonio economico, sociale e culturale fondamentale per il Paese – sottolinea Maria Vittoria

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