
Da Banca Sella a Cerberus, passando per Fortress, Crc, Jc Flowers e Davidson Kempner: ecco a cosa puntano.
Bff approva il bilancio 2025 tenendo conto delle indicazioni di Bankitalia che, nell’ambito di un’ispezione ancora in corso, ha rilevato «irregolarità e criticità» nelle attività di factoring, imponendo, lo scorso 28 marzo, l’affiancamento del cda con due commissari. L’ex Banca Farma Factoring, che ieri giovedì 30 aprile in Borsa è crollata del 13,66% a 2,07 euro, ha dimezzato l’utile 2025 da 70,2 a 37 milioni di euro, dopo aver riclassificato 1,36 miliardi di crediti come deteriorati e aver effettuato 45 milioni di ulteriori accantonamenti su crediti. La pulizia di bilancio non ha risparmiato il capitale: se il Cet1 Ratio si mantiene sopra il minimo regolamentare (9,94% contro 9,8%), il Total Capital Ratio scivola sotto le prescrizioni della vigilanza (12,3% con 13,3%) e anche sul fronte dei requisiti Mrel (i fondi per il bail-in) mancano 123 punti base al lordo delle riserve di capitale aggiuntive. Il cda, che ha ritenuto sussistere la continuità aziendale, ha presentato a Bankitalia un piano di conservazione del capitale e attivato un recovery plan per assicurare maggiore «efficacia» alle azioni di rimedio.
Gli interessi
L’istituto specializzato in factoring verso




