di Andrea Rinaldi
Il ceo in audizione al Senato con il presidente del Leone Andrea Sironi. «Banca Generali? Soddisfatti Banca Generali non essendo l’azionista di controllo di Banca Generali.
Generali vuole restare «un’azienda italiana, internazionale e indipendente» «perché più cresce, più diventa forte e stabile» e «più contribuisce in modo significativo alla crescita del nostro Paese». E non solo perché nel 2025 ha pagato 4,3 miliardi di imposte. È il messaggio che arriva dal ceo del gruppo assicurativo Philippe Donnet e dal presidente Andrea Sironi in audizione davanti alla Commissione banche del Senato, ieri giovedì 30 aprile. Archiviato il capitolo Natixis perché «per tanti motivi le condizioni non si sono verificate» Donnet chiarisce che l’operazione nel risparmio gestito con il partner transalpino «non è più sul tavolo». Mentre lascia intendere che sul risparmio le possibilità sono tante e sul tavolo. Ad esempio la partnership tra Unicredit e Generali «va bene» e «spero che ci saranno possibilità di ulteriori sviluppi, sono fiducioso, su tutti i fronti». Donnet apre invece a possibili novità per la controllata Banca Generali. Come aveva anticipato agli analisti in una recente conference call il top manager francese segnala che «siamo un azionista soddisfatto di




