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Il Primo Maggio dei lavoratori a Brescia: al centro degli interventi la dignità nell’epoca dell’Intelligenza artificiale

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di Massimiliano Del Barba

Oltre quattromila persone ieri in corteo da piazza Garibaldi fino a piazza Loggia dove si sono tenuti gli interventi finali di Cgil, Cisl e Uil

Mentre in piazza Palo VI l’attenzione dei primi avventori mattutini dei locali prospicenti il Duomo veniva catturata da una famiglia di anatre che, noncurante dello stupore generale, si avvicinava incuriosita ai tavolini dei dehors, la vicina piazza Loggia si stava già riempiendo di pensionati, lavoratori e studenti.

 Sotto le bandiere biancoverdi della Cisl, azzurre della Uil e rosse della Cgil, oltre quattromila persone hanno celebrato a Brescia il Primo Maggio – festa dei lavoro – con un corteo che è partito, alle 9,30, da piazza Garibaldi e che, scortato dalla banda di Brescia Isidoro Capitanio che ha suonato l’Internazionale, è giunto circa un’ora dopo sotto la Loggia, dove le tre sigle confederali hanno tenuto i propri interventi.

Interventi non di rito, quelli pronunciati dal palco in piazza, ma finestre di racconto aperte su una realtà, quella del lavoro in Italia, che sta cambiando velocemente sotto la pressione del progresso tecnologico. «Siamo qui – ha detto il segretario generale della Camera del lavoro di Brescia, Francesco Bertoli –

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