
di Stefania Ulivi, inviata a Cannes
Il regista spagnolo in gara con «Amarga Navidad»: «Non è il mio ultimo film ma nel prossimo non farò più autofiction. E tornerà l’humor»
Il ruolo degli artisti? Dare voce al proprio tempo. Pedro Almodóvar: lo fa da oltre trent’anno con il suo cinema e i suoi interventi pubblici. E all’incontro con la stampa a Cannes 79 dove è in gara con Amarga Navidad, non perde occasione di dire la sua, con una spilla con la scritta: `«Palestina libera» sulla ghiacca. « Trump, Netanyahu o il russo (Putin, ndr) sono mostri. L’Europa non dovrebbe farsi sottomettere. Anzi, come europei, dobbiamo diventare una sorta di scudo contro questi mostri. è il nostro dovere farlo per sottolineare che noi rispettiamo il diritto internazionale». Non pretende di giudicare gli altri, spiega. il suo è un invito a prendere posizione, visti i tempi drammatici. «Penso che gli artisti debbano parlare della situazione in cui vivono nella società contemporanea. È un dovere morale. Il silenzio e la paura, che sento crescere, sono un sintomo che le cose stanno andando male. Mi sembra un segnale grave, vuol dire che la democrazia si sta sgretolando».
Peggio della censura, insiste,




