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Affitti brevi: l’Europa fa il primo passo, mentre in Italia tutto tace

L’Europa prova a mettere ordine nel rapporto sempre più difficile tra turismo, affitti brevi e diritto alla casa. Bruxelles apre ora la strada a regole che potrebbero consentire a Comuni e Regioni di limitare le locazioni turistiche nelle aree sottoposte a maggiore pressione abitativa. In Italia, invece, il confronto continua a riaccendersi periodicamente tra annunci di possibili interventi e richieste di nuove regole, ma sul mercato degli affitti brevi tutto sembra sostanzialmente fermo. Il Cin ha messo finalmente un codice e un sistema di tracciabilità agli affitti brevi, mentre sul piano fiscale la cedolare secca è stata modificata, ma attraverso un compromesso al ribasso che ha lasciato intatto il vantaggio del 21% per una sola unità immobiliare. Sul fronte dei limiti territoriali, invece, Napoli rappresenta una delle poche eccezioni, con una soglia del 30% prevista per le locazioni turistiche nel centro storico. Resta così aperto il nodo di un sistema che, secondo il settore alberghiero, non ha ancora garantito condizioni realmente eque tra gli operatori dell’ospitalità tradizionale e chi affitta appartamenti o altre soluzioni ricettive, come Italia a Tavola sottolinea da sempre.

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