Un patto tra ristoratori e famiglie per lasciare da parte gli smartphone durante il pranzo o la cena. In Sardegna, dal 1° novembre, prende il via “A tavola senza schermi”, un progetto sperimentale che propone giochi e attività per bambini al posto di cellulari e tablet, accompagnati da informazioni per i genitori sui rischi dell’esposizione digitale. L’iniziativa è promossa dall’ufficio della garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Anna Cau, insieme a Fipe Confcommercio Sardegna (la Federazione italiana dei pubblici esercizi), con il contributo della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). Ad aderire sono stati per ora 15 ristoranti in diversi centri dell’isola. L’obiettivo è recuperare il pasto come momento di relazione familiare, evitando che il telefono diventi lo strumento abituale per intrattenere i bambini mentre gli adulti mangiano. Non si tratta di vietare gli smartphone nei ristoranti, ma di proporre alle famiglie un’alternativa concreta, attraverso un’adesione volontaria che coinvolge sia i gestori sia i clienti.
Un patto di disconnessione tra ristoranti e famiglie
Nei locali aderenti verrà proposto un «patto di disconnessione» volontario: durante il pasto, genitori e figli saranno invitati a mettere da parte i dispositivi elettronici per dedicarsi alla conversazione e alle attività condivise. Per rendere più semplice questa scelta,




