Il mondo della pizza non è mai stato così esposto, raccontato e premiato. E forse proprio per questo diventa sempre più difficile distinguere ciò che ha sostanza da ciò che fa semplicemente rumore. Premi e classifiche si moltiplicano, fino al punto che ogni pizzaiolo sembra ormai essere “campione di qualcosa”. Eppure, in questo proliferare di premi, continua a mancare quello della Michelin, una guida che negli anni ha progressivamente allargato il proprio raggio d’azione oltre i ristoranti, arrivando a occuparsi anche di hotel e cantine, ma che ancora non riconosce le pizzerie. Di questo, ma anche di social, prezzi, identità, accessibilità e consulenze, abbiamo parlato con il pluripremiato Franco Pepe, tra l’altro fresco vincitore di Pizza Maxima. Proprio su quest’ultimo tema il maestro di Caiazzo (Ce) ha preferito, almeno per il momento, mantenere un certo riserbo e rimandare considerazioni più compiute. Ne è nata una chiacchierata ampia, schietta e a tratti provocatoria, sulle trasformazioni della pizza e su ciò che, secondo Pepe, dovrebbe continuare a distinguerla. Di seguito, le sue parole.
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Intervista a Franco Pepe

Il maestro Franco Pepe
Franco Pepe, oggi il mondo della pizza è pieno di premi, concorsi e classifiche. Sono davvero diventati troppi?
“Faccio un po’ fatica




