
di Paolo Coccorese
I forzisti non vogliono che si candidi la consigliera Silvia Damilano: ha un cognome troppo «ingombrante elettoralmente»
Al matrimonio (politico) dell’anno dalle parti del centrodestra rischia di rimanere un posto vuoto importante. Si mormora che il sì tra Forza Italia e Torino Bellissima sia pressoché fatto. L’officiante è Alberto Cirio, presidente della Regione che, svestiti i panni dell’amministratore, si occupa delle grandi manovre di partito. Complici le sue aspirazioni romane, che passano anche da un buon risultato elettorale, si sta dilettando nel ruolo di traghettatore, come già fatto nella tornata elettorale per le europee, per far traslocare Paolo Damilano, l’imprenditore delle acque e del vino, e tutta la sua brigata sotto la bandiera degli ex berlusconiani.
L’ex candidato sindaco del centrodestra dovrebbe portare in dote non solo risorse economiche per la campagna, ma anche un gruzzoletto di voti: la sua lista civica nel 2021 ne ha conquistati più di 35 mila, ovvero il 12 per cento del totale. Preferenze che farebbero comodo ai forzisti, in crisi nei sondaggi, dove però si vorrebbe imporre un divieto: si balla insieme a Paolo Damilano, ma sua cugina resta seduta ai lati della pista.
Troppo pesante,




