
di Claudio Bozza
Il leader di Italia viva sul palco della Leopolda con il giornalista in campo per il centrosinistra. Il giornalista: pezzi di società sono rimasti indietro. La sfida con Majorino
DAL NOSTRO INVIATO
FIRENZE — «Milano, in questi dieci-quindici anni, è cresciuta tantissimo. È diventata attrattiva e internazionale. Ma in questa città, nella sua corsa, ci sono pezzi rimasti indietro. Ci sono pezzi di società che si sentono tagliati fuori, che vedono una città luminosa, come una grande vetrina nella quale non riescono più a entrare. Perché non hanno possibilità di spesa: il costo della vita, quello delle case».
Mario Calabresi, ospite alla Leopolda, parla ormai apertamente da candidato sindaco. Lo fa in maniera critica ma propositiva, anche rispetto all’amministrazione uscente: «Dobbiamo preoccuparci di tutte le persone che sono rimaste indietro: in tanti non riescono più a vivere a Milano — aggiunge il giornalista e scrittore —. Bisogna preoccuparsi di loro, ma dare le pagelle al passato è un gioco che non mi appassiona molto. Mi appassiona molto di più chiederci: “Cosa fare nei prossimi cinque anni per Milano?”. Sicuramente abbiamo bisogno di vedere questi nuovi bisogni della nostra città».
«Vedrei bene Mario Calabresi




