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Difficoltà e vantaggi del «chilometro zero»: l’orto come strumento di sostenibilità e, sopratutto, di creatività
«Ci sta molto a cuore spiegare ai nostri clienti ciò che hanno nel piatto: spesso, è il risultato del lavoro di un intero anno». Aurora Brunel, titolare dell’agriturismo «Ciasa dò Parè» a Soraga (Trento), spiega l’importanza vitale che l’autoproduzione di materie prime ha per la sua insegna. In un periodo storico in cui la parola «sostenibilità» è spesso abusata, riuscire a rendersi indipendenti il più possibile negli approvvigionamenti, attraverso la coltivazione di orti o l’allevamento di animali, non è solo una scelta utile per la salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi, ma anche un modo di valorizzare le eccellenze del territorio. Le difficoltà e i vantaggi del «chilometro zero» saranno il focus del talk «Radici: il lusso dell’autoproduzione in cucina». A portare la propria esperienza e visione saranno, oltre a Brunel, Francesco Sodano, chef del ristorante due stelle Michelin «Famiglia Rana» di Oppeano (Verona), e Antonio Romano, chef del «Nove», insegna stellata all’interno di Villa della Pergola ad Alassio (Savona).
Avere un orto ricco aiuta anche a ideare i menu e dà l’ispirazione per nuovi piatti: «Direi che circa il 70% dei vegetali che utilizziamo in cucina




