
Dormire poco provoca uno stato di costante ipervigilanza rendendo difficile adattarsi alle potenziali minacce
Riccardo Cristilli
7 settembre – 15:01 – MILANO
Preoccupazione costante, agitazione, difficoltà a concentrarsi, la mente che si perde dietro un’infinità di pensieri, l’irritabilità sono solo alcuni dei sintomi con cui si manifesta l’ansia. Possono anche esserci delle reazioni fisiche come le palpitazioni e una tensione muscolare, che diventano rappresentazioni evidenti di uno stato d’ansia.
l’ansia e il sonno—
Si tratta di una reazione naturale dell’organismo a situazione percepite come difficili, incerte o minacciose. Non è necessariamente da considerare negativa, infatti aiuta a restare vigili, reattivi, pronti ad affrontare una sfida. Quando però è troppo frequente e anche situazioni banali la generano è necessario provare a capire cosa scatena l’ansia e come affrontarla per cercare di mitigare il problema e riportarla a situazioni naturali. Secondo un recente studio anche la carenza di sonno aumenta gli stati d’ansia, ma al tempo stesso l’insonnia è una delle conseguenze dell’ansia stessa, perché le palpitazioni, l’agitazione, il continuo pensare non favorisce un buon riposo.
lo studio sull’ansia—
La ricerca condotta dall’Università di Melbourne ha preso 54




