
di Virginia Piccolillo
«Ciò che è accaduto nel 2022 è casuale e irripetibile. C’era un’unica coalizione forte. E gli altri divisi. Ma le cose sono cambiate»
«Allacciamoci le cinture».
Stefano Ceccanti, da costituzionalista di area riformista, perché è così allarmato dal Melonellum?
«Perché si propone di evitare il pareggio elettorale. Invece potrebbe finire proprio così: un sistema ingovernabile. Quando la soluzione c’è».
Lasciare la legge che c’è?
«No. Su questo Giorgia Meloni ha le sue ragioni. Il Rosatellum è stato pensato apposta per non produrre maggioranze. L’intento era riprodurre il governo Letta con Pd e FI che governassero insieme. Ma l’M5S prese più voti del Pd e la Lega più di FI: fu il Conte I».
La maggioranza ora è forte perché teme il pareggio?
«Ciò che è accaduto nel 2022 è casuale e irripetibile. C’era un’unica coalizione forte. E gli altri divisi. Ma le cose sono cambiate e FdI non è disponibile alle alleanze post-voto e nemmeno il Pd. Quindi la legge va cambiata».
Con il ballottaggio?
«Sì. Ci si è già provato due volte in modo condiviso sempre proponendo un doppio turno nazionale. Con il “patto della crostata” di D’Alema. E con la Commissione di esperti




