Home / Politica / Eva Klotz, una vita per l’utopia di un Sudtirolo indipendente: «L’Autonomia ha tradito i nostri diritti. Sogno un referendum per uno Stato sovrano: anche molti italiani voterebbero sì»

Eva Klotz, una vita per l’utopia di un Sudtirolo indipendente: «L’Autonomia ha tradito i nostri diritti. Sogno un referendum per uno Stato sovrano: anche molti italiani voterebbero sì»

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di Silvia M. C. Senette

La «pasionaria» dell’Alto Adige, figlia del terrorista secessionista Georg, si racconta in occasione degli ottant’anni dell’accordo De Gasperi-Gruber: «Mio padre vorrebbe che combattessimo ancora per il nostro obiettivo finale»

«Il 5 settembre non c’era niente da festeggiare. Quella sudtirolese non è affatto un’autonomia: è mero decentramento». Eva Klotz, storica figura dell’indipendentismo altoatesino, leader e co-fondatrice della Süd-Tiroler Freiheit, per quarant’anni in Consiglio provinciale a Bolzano e figlia di Georg Klotz – terrorista della Befreiungsausschuss Südtirol – liquida così le celebrazioni della Giornata dell’Autonomia. Nella sua visione, l’ordinamento scaturito dall’accordo De Gasperi-Gruber non è vera sovranità, ma «una concessione amministrativa revocabile dallo Stato». In occasione degli 80 anni dell’autonomia, la “pasionaria” del Südtirol smonta le narrazioni correnti e rilancia la battaglia per l’autodeterminazione.

Signora Klotz, anche quest’anno non ha partecipato ai festeggiamenti?
«
Ovviamente no. Un’autonomia piena, nel suo senso autentico, presuppone l’indipendenza finanziaria, amministrativa, di polizia, la sovranità scolastica, culturale e la gestione dell’immigrazione. Ciò che è stato realizzato in Alto Adige sono semplici atti di decentramento: le competenze primarie e le scelte strategiche sono sempre rimaste allo Stato. Noi ci limitiamo ad attuarle. Non festeggio perché con il trattato di Parigi sono stati

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